Grazie alla parola scritta, posso evitare strafalcioni linguistici come quelli che mi sono capitati nei giorni di Parigi…
A mia discolpa posso addurre la scusa della stanchezza, delle troppe informazioni, delle troppe emozioni, e della troppa voglia di dire più cose nello stesso momento…
Dopo questa premessa, posso esporre il mio personale punto di vista riguardo questa magnifica avventura che è stato il soggiorno parigino!
Un buon racconto non può aver luogo senza dei personaggi all’altezza, e , senza presunzione, noi siamo stati più che personaggi: dei veri e propri SOGGETTI! XD
Partiamo dal caposaldo di questa spedizione punitiva:

-GIOBBY, altrimenti detta TOM TOM GIO!
La donna-cartina che ci ha permesso di non perdere i migliori scorci di Parigi, e di trovarne di inattesi (il portone di Nodame su tutti!).
Ma la sua opera è iniziata ben prima del check-in in aeroporto, con un’opera di ricerca per organizzare anzitempo l’itinerario (cosa non si farebbe pur di non studiare  XD).

-PIN, o meglio LA DONNA AL TELEFONO.
Come si fa a passare 5 giorni attaccata al telefono, io non lo so, ma se volete scoprire questi “trucchi del mestiere” chiedete a lei…
Ad ogni modo, non posso che ammettere che senza di lei non ci saremmo fatte un sacco di risate, quindi: Pin ci piaci così come sei!

-MIRELLA, alias LA LIMETTA.
Un’affinità a prima vista…una persona accomodante e simpatica, ma devo dire che è stata la mia eroina per tutte le volte che è stata lei a sorbirsi Pin (ho detto che Pin è stata parte centrale delle nostre battute, ma non che è stato sempre facile sopportarla….scusami sorellina, ma lo sai che sono sincera XD).
Compagna di molte battute e (dis)avventure, è stato topico per lei essere immortalata impugnando…una limetta!

-PAN, ossia io.
È difficile descriversi, ma posso dire che sono stata la mamma dispensatrice di caramelle e salviettine imbevute, che andavano rigorosamente perdendosi nella mia borsa…anche se era vuota!

-LUI
Non può mancare l’uomo-simbolo di questa spedizione.
Anche se non presente fisicamente PEPPE SAKURA sei stato il nostro eroe! Grazie di tutto! E’ stato un piacere conoscerti e parlare (di te)!

Finiti i convenevoli, posso pure iniziare questo racconto, che essendo fatto dal mio punto di vista, non potrà essere compreso da tutti, cioè non so se riuscirò a trasmettere tutte le emozioni che ho provato…ma se ciò non fosse, fatti vostri, perché per me è stato come andrò scrivendo!

BUONA LETTURA!

 

C’era una volta,
tanto tempo fa, un appuntamento in aeroporto alle 12.30, ma per un incantesimo della Strega del Ritardo, la povera Pan si ritrovò da sola ad aspettare le tre Torresi che a causa del sortilegio alle 12.30 stavano ancora a casa!
Le premesse erano già ottime, ma fortunatamente non rimasi sola a lungo!
Però quella non doveva essere  l’unica attesa per le nostre viaggiatrici, in quanto, guarda caso, l’unico chek-in ancora non stabilito, era proprio quelle del volo per Parigi-Orly della EASYJET!
<Qui c’è qualcuno che gufa>  è quello che ci siamo ripetute!
Ad ogni modo il resto ha proceduto tranquillamente, a parte la fifa delle mie compagne che prendevano l’aereo per la prima volta, Giobby in primis, ma comunque avevamo i nostri magnifici stuard, rigorosamente francesi (Michel, Olivier, e non ricordo l’altro), rigorosamente effeminati, che ci hanno regalato le prime risate, già a partire dalle spiegazioni in caso di emergenza…erano così convincenti, che se fosse malauguratamente successo qualcosa, di sicuro manco loro si sarebbero salvati!
Comunque il culmine è stato all’atterraggio su suolo francese, quando il nostro amato Olivier, ha ringraziato San Gennaro per averci fatti atterrare sani e salvi e con 15 minuti di anticipo….  Mamma mia…o fridd nguoll!
E qua iniziano le nostre vere avventure!

Sotto il segno del Cammello!

Come ogni buon viaggio iniziatico che si rispetti, anche noi fanciulle abbiamo avuto ad accompagnarci i nostri animali-guida, dei totem che ci sono stati accanto in ogni occasione, in ogni situazione, in ogni figura di m….a!
Il Cammello:
Tutto è iniziato già all’aeroporto, con la mia adorata Gio, che per non farmi sentire la mancanza di casa, mi aveva portato un filmino in cui si vedeva il nostro ScimmioJun alle prese con quella che avrebbe dovuto essere una posa sexy (sekchi!): da bravo sangiuseppese che non è altro, stava al concerto vestito leopardato con un paio di occhialoni scuri che si passava la lingua sulle labbra a mò di CAMMELLO. Manco a dirlo l’imitazione si è ripetuta spesse volte, ma a parte questo, il Cammello si è ripresentato; a parte noi che, alla ricerca del nostro primo albergo, ci tiravamo dietro le valige, con la lingua penzoloni, il Cammello per antonomasia è stato LUI:
il suo nome è un mistero (o meglio, quando lo hanno detto a me e Gio, stavamo dando importanza a tutto tranne che al nome!), ma sta di fatto che Camel, gli si addiceva parecchio, visto che è stato lo stesso padre ad affibbiaglierlo quando lo ha spedito a prendere un altro letto da mettere nella nostra stanza.
Non mi dilungherò sull’avventura della camera sbagliata, ma sta di fatto che quando io e Gio lo abbiamo accompagnato a prendere il lettino da mettere nella stanza, quando lui alla fine di un corridoio si è girato verso di noi aprendo una porta, ammetto di aver pensato <Chiudici dentro!Chiudici dentro! Chiudici dentro!>.
Ahinoi, voleva solo una mano a trasportare il letto. La mano gliel’abbiamo data di buon grado…anche se avremmo voluto dargli qualcos’altro…
Posso solo immaginare la faccia che avevamo io e Gio, basandomi su quella di Mirella che ha avuto la ciorta di trovarsi Camel di faccia aprendo la porta, o meglio, di culo…che ammetto era anche meglio del lato A!
A parte tutte le avventure/figure che hanno riguardato questo benedetto ragazzo, il Cammello è anche ritornato sul pacchetto di sigarette che hanno comprato le nostre Turche…ma per quanto riguarda la storia della sigaretta, non riguardandomi, la lascio alle dovute interessate!
Gli Uccellini:
Avevamo avvisato dall’inizio la nostra Principessa Pin, che se si fosse portata dietro gli uccellini che la vestivano la mattina, avremmo provveduto a svolgere una bella battuta di caccia.
Lei ossequiosa delle regole, non se li è portati dietro, ma ciò non toglie che questi l’hanno seguita lo stesso; a partire dal passerotto in aeroporto, che si è intrufolato chissà da dove e che zompettava ai piedi della nostra, intenta alla prima di una lunga serie di telefonate, passando per i piccioni che facevano la ronda dinnanzi alla nostra finestra, terminando con gli uccellini al Louvre che a stormi si sono alzati in volo al passaggio di Pin…
Le Paparelle:
allegoriche o  reali, abbiamo visto più paparelle che il più simbolico Galletto Chante-claire!
Credo che la combinazione Paparelle- Peppe Sakura, si sia ripetuta più di qualsiasi altra parola in qualsiasi lingua…ma che ci dovevamo fare??? Specie se la nostra Pin si incazzava ogni volta che lo dicevamo, per poi finire a scherzarci su pure lei!
Comunque a parte quelle di Peppe Sakura, abbiamo visto paparelle ai Giardini delle Toullierie, sotto la tour Eiffel, a Disneyland, e in ognuno dei tanti specchi d’acqua che decorano Parigi…anche se comunque di acqua potabile, ne abbiamo vista poca….per fortuna che c’era l’acqua Evian!

Problemi di lingua!

Lo sapevamo già prima di partire che la comunicazione sarebbe stata molto difficile, specie per le leggende (reali) sulla puntigliosità della pronuncia francese…
Credevamo di aver risolto il problema quando abbiamo scoperto che a Parigi…non c’erano francesi!
Anche se c’erano dobbiamo ammettere di averne visti pochi: era tutto un pullulare  multietnico, tra inglesi, spagnoli, tedeschi, italiani, ma soprattutto…COREANI COREANI COREANI!
In quattro di noi, non sapevamo un acca né di francese né di inglese, se non a livella prettamente scolastico (che quindi si poteva buttare!).
Ma comunque non abbiamo avuto difficoltà a farci capire: <Na butteglia e’acqua> siamo sempre riuscite a comprarla!
A parte il mio QUATRE (catre) per comprare i primi biglietti della  metro, divenuto famoso almeno quando il <Due….Bbene!> di Bambino, non c’è niente da segnalare!
Ciò non toglie che comunque, almeno da parte mia, ho avuto serie difficoltà linguistiche….ma con le mie compagne!
Il rapporto 3 torresi a 1 è stato difficile da contrastare, ma, dopo un corso accelerato-intensivo di Torrese/Italiano Italiano/Torrese , tutto è proceduto al meglio…alla fine anche io ho detto addio all’italiano, e la prova è nei filmini XD!

Quanto costa questo Tiziano?

Per quanto riguarda il soggiorno parigino di per se, non starò qui a elencare le millemila cose che abbiamo visto e i migliaia di chilometri che abbiamo fatto…rigorosamente a piedi (perché siamo giovani e forti….e aimma sparagnà 26 euro di abbonamento alla metro!).
Posso solo dire che abbiamo visto quello che non potevamo perderci, a anche qualcosa di più…
L’unico rammarico, o meglio, contrappunto che posso esprimere, riguarda i Musei che abbiamo visitato!
A parte la deliziosa Orangerie, dove l’atmosfera era rilassantissima grazie alle Ninfee di Monet, alla luce soffusa e alla pianta ovale delle sale, disturbata solo da Pin che ha consumato il pavimento girando attaccata al suo amatissimo telefono, gli altri Musei mi hanno trasmesso una forte sensazione di irritamento.
Le file chilometriche fuori da ogni monumento facevano temere lunghe attese sotto il sole, poi smentite dalla celerità e efficienza dei servizi di accoglienza per i visitatori;
ma ciò non toglieva che le persone in fila si trovassero però comunque all’interno dei Musei.
Migliaia e migliaia di persone di ogni età, razza e cultura, si aggiravano per enormi sale ottimamente illuminate!
Fin qui niente di male, se non fosse stato che quello che ne risultava -tra il brusio generale, flash di macchine fotografiche digitali ultimo modello, persone attaccate con gli occhi alle telecamere piuttosto che ai dipinti, persone che parlavano al cellulare- era la sensazione di trovarsi in un centro commerciale più che in un museo, il tutto accentuato dagli store di souvenir all’ingresso/uscita di ogni sezione!
Questa è stata davvero una sensazione spiazzante…la sensazione che il dover dire “Io sono stato al Louvre”, oppure “io sono stato al Musèe d’Orseay” fosse più importante che dire “Io ho VISTO questo dipinto”, intendendo con visto il suo significato proprio, cioè di porre gli occhi attentamente sulla composizione di un’opera, cercando di cogliere l’elemento che ha reso un’opera uno
chef-d'oeuvre.
Invece le migliaia di visitatori che affollavano le enormi sale del Louvre, avevano più la faccia di clienti di un centro commerciale che non guardano nemmeno gli abiti in vetrina ma guardano solo il cartellino con il prezzo, giusto per rendersi conto se quel negozio fa al proprio caso…
Così tutti con le teste chine sui cartellini, fino a trovare un nome noto…per poi prendere la fotocamera, fare scattare il flash, e andare avanti fino alla prossima “offerta speciale”.
Devo comunque ammettere che avere la presunzione di visitare correttamente uno dei grandissimi Musei a cui abbiamo reso omaggio durante il nostro soggiorno, sarebbe stato impossibile, perché sono talmente ricchi di capolavori, e sono talmente grandi che 5 giorni non sarebbero mai bastai…quindi mio malgrado non posso troppo biasimare il visitatore/fotografo che preferirà piuttosto vedere le opere d’arte fotografate seduto comodamente sulla poltrona di casa propria…anche se così facendo perderà quella che Benjamin chiamava “L’aura dell’opera d’arte”.
Con tutta sincerità poi, anche noi abbiamo reso il nostro tributo multimediale ai musei, specie al Louvre, ma piuttosto che immortalare le opere, i video hanno immortalato le nostre gag dinnanzi a capolavori che ci hanno deluso, colpito, impressionato, perplesso…
Se finissero nelle mani del National Geographic di sicuro ci assumerebbero come reporter!

Le manie di grandezza dei francesi

Che i francesi fossero altezzosi è una cosa risaputa, e che fossero altrettanto sboroni abbiamo avuto modo di constatarlo con i nostri stessi occhi…In Francia tutto è grande: le strade, i giardini, i palazzi, i ponti….e quello che grande non è lo si spaccia ugualmente per tale!
Vogliamo parlare della Tour Eiffel???
Dovrebbe sovrastare Parigi…essere il simbolo della città. Ma quando anche la chioma di un albero riesce a nasconderla alla vista, siamo proprio sicuri che sia tanto elevata?
Per l’amor di Dio…per essere alta è alta…circa 300 metri…ma quanti sono 300 metri se paragonati ai 509 metri della Taipei 101?
Quindi capisco la renitenza di Gio a salire sulla torre parigina….  o la più alta o niente! XD
Ad ogni modo salire fin sulla cima della torre è stato davvero emozionante, specie vedere il panorama dell’immensa pianura che è questa città…è stato emozionante vedere tutto il cammino che avevamo già fatto e quello che ci restava da fare, prima di poter dire di aver conquistato questa città…della serie: tutto questo un giorno sarà mio!
A parte questo esempio eclatante, gli “ingigantimenti” ideologici li abbiamo sofferti al Louvre…
Pin sta ancora riprendendosi dopo la visione di Amore e Psiche di Canova…a parte che era collocata in un angolo, perdendo molto della bellezza del candido marmo, le dimensioni sentimentali di cui era stata investita l’opera, diciamo che non corrispondevano alle dimensioni reali dell’oggetto….Per quanto ci aspettavamo sarebbe dovuta essere perlomeno a grandezza umana, per non dire gigantesca…mentre invece sarebbe potuta stare comodamente sul tavolo piccolo della mia cucina!
Anche alla Venere di Milo, nella stanza attigua, sono cadute le braccia per la delusione, testimoniata inoltre dalla faccia palesemente schifata!
Altra delusione, anche se aspettata è stata la rinomata Monnalisa.
Sapevamo già che sarebbe stato impossibile vederla da vicino, data la ressa da conferenza stampa avanti al dipinto. Si può palesemente dire che la cornice era molto più grande del dipinto in se. L’unica cosa indimenticabile per noi riguardo alla Gioconda è stato l’addetto di sorveglianza lì accanto, rigorosamente….coreano!
Personalmente ho preferito voltare le spalle a Leonardo, per godermi in tutta tranquillità l’enorme dipinto “le nozze di Canaan” del Veronese! E che sfaccimm!
Ulteriore delusione, specie perché abbiamo fatto un giro assurdo per vederlo, è stato un dipinto di Vermeer, “La merlettaia”; era così piccolo che c’eravamo passate davanti senza vederlo!
A discolpa del Museo posso dire che l’immagine che indicava il quadro sul depliant, aveva un microscopico asterisco che diceva che le dimensioni erano reali XD!
Anche la stessa Piramide di vetro del Louvre nelle foto appare più imponente…forse Photoshop è stato inventato in Francia?!?!?! Mah!
Inoltre, come hanno riferito Pin e Miri, anche il Moulin Rouge alla fine si è rivelato una piccola struttura di plastica, colorata di rosso…ed io che mi aspettavo il fantomatico Elefante del film!

Nessun posto è come casa...?

Mancanza.
Una parola che si dice spesso a chi parte e a chi torna…
<Hai sentito la mancanza di...?>.

Famiglia

Personalmente non ho sentito la mancanza della mia famiglia, sia perché di per me non sono un tipo molto nostalgico, ma anche perché credo che ci sia un tempo per la famiglia ed uno per gli amici, e quindi trascorrere il tempo degli amici rimpiangendo la famiglia, sarebbe stato uno spreco.
Inoltre sono stata accompagnata da alcune delle persone a cui sono più affezionata al mondo, e poi ne ho trovata un’altra con cui è stato molto piacevole trascorrere questi giorni!
A modo nostro abbiamo ricreato una piccola famiglia, alternandoci nel ruolo di “adulto” a seconda delle situazioni.
In genere sono io che mi carico di responsabilità e mi occupo di tutto, ma stavolta è stato piacevole farsi coccolare e trascinare, senza preoccupazioni o decisioni da prendere!
Mi spiace solo che Giobby non si sia rilassata per fare si che tutto filasse al meglio!
Ad ogni modo anche Mirella si è occupata degli aspetti pratici dell’organizzazione del viaggio, e comunque, per quanto mi è riguardato, l’avevo prescelta come punto di riferimento della spedizione!
Io invece facevo la mammina apprensiva che si preoccupava affinché tutte mangiassero, bevessero, se avessero bisogno di qualcosa!
Invece Pin…beh Pin…Lei è stata la piccola del gruppo…la sorellina da coccolare…quella che si cacciava sempre nei pasticci, volutamente o no!

Mangiare

Io non posso soffrire la mancanza della cucina di casa, anche perché mia mamma non è tutto sto grande chef…inoltre essendoci nutrite spesso al McDonald, era pur sempre come essere a casa!
Inoltre è stato divertente assaggiare cose nuove, come la baguette, oppure la crepe, oppure…il solo odore di pane che circolava per le strade poteva bastare a nutrirci!
Ma soprattutto LEI, la nostra immancabile, irrinunciabile, insostituibile EVIAN!
In tutte le sue versioni: coca cola, aranciata, succo di frutta! XD

Drama. Sulla via di Nodame!

Pensavo, che specie per Giobby, 5 giorni senza drama sarebbero stati difficili.
Temendo una crisi d’astinenza abbiamo cercato di ovviare con foto/santini, ma per colpa del Grande Demone Celeste, sia io che Gio non abbiamo potuto stampare le foto che avevamo preparato! Fortunatamente non ce ne è stato bisogno!
Grazie ai coreani coreani coreani ovunque, giapponesi di tanto in tanto e ristoranti cinesi ad ogni angolo, non abbiamo sentito la mancanza dell’oriente!
Ma poi vogliamo parlare delle nostre rievocazioni di Nodame???
Oltre all’itinerario prestabilito, contemporaneamente io e Gio abbiamo reso omaggio a  tutte le location Parigine del drama, rievocando le scene…che emozione toccare lo stesso suolo toccato dai santissimi piedini di Tamaki!
Così siamo state a le Madeleine, dove guarda un po’ c’era anche un volantino che informava di un concerto di Rachmaninov. Destino!
Siamo state a Place de la Concorde, dove abbiamo affettuato il “Lancio di Nodame”; poi Notre Dame ( e finalmente abbiamo capito cos’è che mangiava li…Macharons….je v’aime!).
Inoltre Saint Germaine-des-Pres: sarei stata tentata di sedermi su tutte le sedie per avere la certezza di essermi seduta sulla stessa di Nodame, ma c’era troppa gente…e molti orientali (secondo me stavano facendo il nostro stesso itinerario!).
Poi, anche se non abbiamo propriamente corso in tuta bianca, abbiamo attraversato tutte le strade che il mio amore Tamaki ha attraversato facendo jogging!
Tutte queste visite, per non dire pellegrinaggi, erano sostanzialmente prestabilite….
Immaginatevi quindi l’emozione di trovarsi avanti qualcosa di desiderato, ma al contempo insperato!
Un incrocio. Un’incertezza sulla direzione. Proseguire senza convinzione e poi…un grido. Un batticuore. Un urlo ancora!
Giovanna mettendo il funzione il suo fenomenale radar è riuscita a trovare il Mitico Portone Blu, ossia un’altra location di Nodame Cantabile Special in Europa.
Il portone blu d’accesso a quella che nel film era la casa parigina di Nodame e Chiaki.
Dopo alcuni momenti di sconvolgimento in cui Pin e Mirella ci guardavano basite senza capire, durante i quali io e Gio continuavamo a urlare tra lacrime di gioia, foto di rito azzeppate al portone.
Pan e Gio was here!

Circumvesuviana

Non potevamo andare  a Parigi e non prendere la famosissima Metropolitana.
Manco a dirlo efficientissima, ci mancava solo che la fermata fosse sotto casa… Non abbiamo atteso mai più di un minuto che arrivasse il treno…ma ho il dubbio se fosse perché passavano spesso o se eravamo noi ad avere culo XD!
Però per delle napoletane veraci come noi, tanta precisione stonava…ci siamo sentite a casa solo quando, sul treno che ci stava portando a Disneyland, è salito un signore con la fisarmonica che ha iniziato a suonare con la speranza di farsi qualche spicciolo….a me e Gio è scesa la lacrima: ci ha ricordato subito il rom che sale a Barra….CASA!
A dirla tutta, ora come ora, è la metropolitana di Parigi che mi manca, più di quanto mi potrà mai mancare la nostra scalcinata Vesuviana!
Sempre a proposito di mezzi di trasporto:
anche se le passeggiate per i boulevard erano piacevoli, non si può non ammettere che i chilometri di tanto in tanto si facevano sentire. Come non desiderare allora di portare un’automobile, tenendo anche presente che per le strade parigine il traffico è un’utopia? Inoltre passavano in continuazione auto di un certo valore: Audi, BMW, Mercedes, e co. Tutte rigorosamente tirate a lucido, manco fossero uscite appena dal lavaggio! Io ho ancora il torcicollo per lo scatto che abbiamo fatto tutte quando abbiamo sentito avvicinarsi il rumore tipico di un  motore Ferrari! Uno schianto (la Ferrari intendo, anche se Pin ha detto che anche il guidatore era niente male!).
Comunque, dicevo, anche lo sfizio di portare la macchina ci siamo levate: non conta se poi l’auto era in miniatura e su una pista obbligata di Disneyland: è stato uno spasso perché era una di quelle tipiche auto anni 50, dai colori sgargianti…mi mancava solo la giacca di pelle rossa con le frange per fare il verso a Jun! La cosa più strana/divertente, è stato il fatto che su quella pista abbiamo trovato tutto il traffico che non avevamo incontrato per le strade di Parigi: sembrava di stare sulla Salerno-Reggio Calabria! Inoltre solo qui abbiamo rivissuto la vera sensazione di vitalità, con facce stanche per l’attesa e dei litigi per un piccolo tamponamento! Infatti lungo le strade, che ho già detto prive di traffico, non abbiamo mai sentito il rumore di un clacson, un “mavaff…..” ad un’auto parcheggiata giusto al centro di un incrocio…
Addirittura abbiamo assistito ad un quasi investimento di un bambino che si era buttato d’improvviso sulla strada. La madre del bimbo, naturalmente, se l’è presa col conducente, e il conducente le rispondeva di rimando: noi eravamo a circa 5 metri di distanza e non abbiamo sentito una parola, tanto che abbiamo provveduto a doppiare noi la scena, con i dovuti “Ne strunz, ma nun a’vist o criatur” “A scè, statt’accuort a fijt” “A chi hai chiammat scè? Cess” “Ma vafammocc tu e fijt!”.
A Napoli, come altrove sarebbe stato così….di sicuro tutta un’altra vitalità!

Conclusione

Forse mi sono anche troppo dilungata su quelli che alla fine sono stati solo 5 giorni, ma comunque ho la certezza di aver tralasciato alcune cose molto importanti!
Di sicuro questa mia prima vacanza con le amiche, questa prima esperienza di VIAGGIO, la prima volta da sola, lontana da casa, ha avuto un esito molto molto molto positivo.
Ho avuto la fortuna e l’onore di condividere quest’esperienza con delle amiche eccezionali, che hanno reso indimenticabile ogni istante, anche il più insignificante…
Spero di avere presto un’altra occasione di divertirmi così di cuore, rilassarmi dallo stress della famiglia e dello studio, di imparare cose nuove (tipo un aggiornamento del  torrese moderno), di stancarmi essendo felice di farlo, e di cadere e farmi male essendo felice di portare un’ulteriore souvenir a casa!



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